LA NUOVA PRIMA GUERRA MONDIALE

Articolo a cura di Sam.

A più di un secolo di distanza da quella che entrò nella storia come “La Grande Guerra”, la storia sembra voler nuovamente offrire i segni di riproduzione di uno dei suoi capitoli più bui. I giorni nei quali ci troviamo, sembrano ricalcare con grande fedeltà quelli che precedettero la prima guerra mondiale.

Oggi come allora tutti sapevano che l’immane catastrofe stava per abbattersi, anche se nessuno riusciva a crederlo per davvero.
Non solo i professionisti del settore, i governanti, i veri giornalisti e gli studiosi di geopolitica, ma anche una crescente quota di pubblico che a livello internazionale già negli anni passati aveva emesso dei preoccupanti “guaiti” come la Brexit, l’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti e del governo giallo-verde in Italia, segni della diffusa inconscia percezione che qualcosa di terribile si stava avvicinando.

La prima guerra mondiale determinò il definitivo tramonto dell’era degli Imperatori, del potere alla luce del sole, dichiarato apertamente al di sopra di cittadini e colonie. Iniziava dunque l’epoca della politica dei partiti, dello scontro tra ideologie, del potere esercitato nelle tenebre.

Le analogie tra la situazione corrente e quella del passato sono molteplici:

Entrambe sono esordite dopo un lungo periodo di pace.
La prima volta si ebbe al termine della guerra franco prussiana nel 1871, che culminò con il crollo del II Impero Francese ed il sorgere del II Impero Tedesco (eventi sfruttanti dal neonato Regno d’Italia per la conquista di Roma), cui seguirono oltre 40 anni di pace. In quel tempo le potenze europee avevano rinunciato a farsi la guerra tra di loro, preferendo rivolgere le loro armi contro nemici molto più facili quali i popoli selvaggi del resto del mondo. Fu quella l’epoca d’oro del colonialismo. La seconda volta si ebbe al termine della II Guerra Mondiale nel 1945, cui nel tempo seguì la costruzione dell’Unione Europea. Quasi 80 anni che gli storici hanno battezzato “La Grande Pace”, 30 dei quali di una pace ancor più solida, cominciata nel 1991 con il crollo dell’Unione Sovietica e la fine della Guerra Fredda.

In entrambi i casi fu una pace solo europea e solo tra le grandi potenze. Non solo nel resto del mondo, ma anche sullo stesso suolo europeo, la guerra ha continuato a trionfare. Appena prima del conflitto mondiale, vi furono le guerre balcaniche del 1912, contemporanee della Guerra italiana di Libia, che videro diversi stati europei muoversi contro l’Impero Turco, privandolo infine di tutti i possedimenti sul continente, per poi proseguire nello scannarsi fra di loro. Lo stesso territorio sarà negli anni ’90, in tempi molto più vicini a noi, teatro della guerra di Jugoslavia.

Entrambe le guerre erano state previste con grande anticipo.
Già durante la Belle Epoque, l’intellighenzia di tutte le potenze europee, era a conoscenza di quale sarebbe stata la destinazione delle dinamiche internazionali del momento. I più brillanti generali dell’epoca, soprattutto tedeschi, scrivevano libri in cui parlavano tranquillamente della “prossima guerra”. Era già chiaro che il tutto si sarebbe innescato a partire da una aggressione austriaca alla Serbia, che avrebbe messo in moto tutte le maggiori nazioni europee, per mezzo dei giochi di alleanze militari già esistenti dall’800. Ed i governi del periodo, proprio come quelli di oggi, si stavano preparando investendo folli quantità di denaro per le spese militari, la cosiddetta “Corsa agli armamenti”.

Anche oggi infatti, i nostri governi utilizzano ingenti quantità di denaro pubblico con lo stesso fine di allora. Da anni, anziché investire sulla scuola, sulla messa in sicurezza, sul sistema sanitario (soprattutto in questo momento storico), l’Italia spende 70 milioni di € AL GIORNO per armarsi.
Anche oggi, in un’epoca nella quale una guerra tra paesi europei sembrava impensabile, esiste una condizione di fortissima tensione tra gli stati; anche se molto più simile a quella avuta durante la Guerra Fredda: l’espansione della Nato verso est, ai diretti confini con la Russia, è avvertita da quest’ultima come una grave minaccia per la propria sicurezza. Allo stesso modo l’inobbedienza di Russia (e Cina) ai diktat dell’Impero atlantico, è recepita da quest’ultimo, abituato da un secolo intero a governare il mondo, come una gravissima minaccia alla propria egemonia.
Anche oggi vi è quel nervosismo di attaccare il nemico prima che questi sia al massimo della propria forza militare. Quindi la prontezza di intervento al minimo segnale è di vitale importanza. L’unica grande differenza tra la situazione moderna e quella passata, risiede nei tempi di reazione: se allora erano necessari mesi per la mobilitazione del proprio potenziale strategico, oggi i presidenti di Stati Uniti e Russia ovunque vadano, portano sempre con sé la “valigetta dei bottoni”, con il potere di lanciare i missili immediatamente.

Ma forse l’analogia più importante, quella grazie alla quale la prossima guerra meriterà di essere ricordata come la “Nuova Prima Guerra Mondiale”, risiede nell’innovazione degli arsenali di guerra. La prima guerra mondiale fu caratterizzata dall’introduzione delle mitragliatrici, dei lanciafiamme, delle armi chimiche, dei cacciabombardieri, dei sommergibili e, verso l’epilogo, persino dai primi esperimenti di carro armato. Una rivoluzione paragonabile a quella avuta 500 anni prima con l’introduzione delle prime armi da fuoco. Ora le innovazioni erano così importanti da rendere di colpo obsoleta tutta la scienza della guerra in vigore fino a quel momento. Di fronte alle trincee del nemico, le cariche di cavalleria e di fanteria, lo schierare l’esercito in campo aperto, come per secoli era stato d’uso, si rivelarono immediatamente privi di ogni efficacia. Inoltre, il fatto che alcuni dei nuovi prodigi della tecnica fossero stati inventati, si scoprì solo durante le battaglie (ad esempio la maschera anti-gas tedesca, sconosciuta agli alleati). Questo è ciò che con tutta probabilità ci attende nella guerra che verrà. Abbiamo solo una vaga idea di quale grado di evoluzione tecnologica l’umanità sia stata in grado di raggiungere in campo bellico, avendo avuto decenni di tempo a disposizione e non poche ragioni per dare sfogo alla sua “creatività”. Oggi sappiamo di avere le bombe atomiche, gli aerei supersonici, i missili balistici ecc. Ma le vere armi con cui si combatterà questa guerra, quelle la cui introduzione potrebbe ancora una volta invalidare ogni strategia e tattica preesistenti, restano totalmente una sorpresa.

Oggi come allora ci apprestiamo a scendere in campo del tutto impreparati. Come infatti ai tempi era perfettamente normale inviare i soldati al fronte protetti da nulla di più della stoffa della loro divisa (fatta eccezione per alcuni reparti degli “Arditi” dotati della “Corazza Farina”, per lungo tempo sia il nostro esercito che quello asburgico non ebbero in dotazione nemmeno l’elmetto); così oggi appare perfettamente normale inviare i soldati in questa guerra senza nulla che possa schermare loro dall’haarp, dal plutonio, dai laser o da qualsiasi altra diavoleria avveniristica in serbo per loro. Ma in fondo quale difesa si può improvvisare di fronte ad un’arma con il potere di cancellare in un solo istante non sole città ma l’intero Piemonte? Di fronte ad un avversario che se solo volesse, potrebbe cancellare in pochi minuti l’intera Europa, e con essa tutta la sua gloriosa storia millenaria, perduta per sempre. PER SEMPRE. E’ quasi ironico immaginare che quegli ignudi soldati di 100 anni fa, fossero più protetti dei loro omologhi moderni, pur radiocomandati e inkevlarati uno per uno. Infatti ai tempi, mentre i figli erano in al fronte, le madri recitavano pazientemente il Rosario per la loro salvezza; oggi invece esse sono a dilettarsi in discoteca, sierate ovviamente, ed attente alla dieta dei propri consorti, offrono loro qualche cornetto in più.

Compagnie della Morte dotate di “CORAZZA FARINA” -ndr-

link simulazione Tsarbomb su Torino, blu distruzione totale, giallo probabilità ustioni di 3° grado del 100%, giallo trasparente probabilità ustioni di 3° grado del 50% *

Qual è l’ufficiale quadro storico questa volta?

Torniamo indietro di 8 anni, alla primavera del 2014. In quel tempo un colpo di stato dichiaratamente nazista, finanziato con 5 milioni di dollari di provenienza americana, riuscì ad abbattere il governo Janukovyc e ad instaurare un regime nazionalista ed atlantista in uno stato che ricordiamo essere direttamente confinante con la Russia. Una delle misure adottate dal nuovo governo che più scatenarono l’ira del popolo ucraino, fu l’obbligo di adoperare la sola lingua ucraina ed il divieto di utilizzare la lingua russa. Questo in uno stato nel quale il 45% della popolazione è nativamente russofono (quota che raggiunge l’85% nel sud dell’Ucraina ed il 93% nel’est). Di fronte a ciò le reazioni più macroscopiche da parte del popolo si ebbero:
In Crimea, ove una riunione del Parlamento locale ed un successivo plebiscito, votarono per il ricongiungimento della penisola con la Russia;
In Donbass, nell’estremo orientale dello stato, ove da allora si combatte ogni giorno una guerriglia urbana tra filogovernativi e separatisti filorussi.
Un fronte caldo del quale ci eravamo completamente dimenticati l’esistenza.
In questo secondo caso, a differenza del primo, lo stato ucraino reagì con violenza in quanto non disposto ad accettare la perdita di una regione di vitale importanza per la sua economia, che già dall’epoca sovietica, ospitava la maggior parte dei suoi complessi industriali.
In occidente la propaganda riuscì a vendere l’accaduto come una aggressione russa nei confronti dell’Ucraina, culminata con l’annessione della Crimea.
Da quel momento iniziò la stagione delle tanto nominate “sanzioni economiche” alla Russia, che in teoria sarebbero volte a danneggiare l’economia russa, ma che di fatto colpiscono quella europea ed in particolare quella italiana, che trova nella Russia un interlocutore commerciale indispensabile.

Il colpo di stato di Kiev, che curiosamente ha avuto luogo a 100 anni esatti dall’attentato di Sarajevo, non fu, nel nuovo ’14, l’unico tentativo messo in atto dal Leviatano atlantico per provocare la Russia: nel mese di giugno l’attenzione di tutto il mondo fu catturata dal sorgere impetuoso dell’Isis.
Una nuova pedina sulla scacchiera internazionale, che alla sua massima espansione nel 2015 arrivò a controllare una superficie pari a quella dell’Ungheria. Creato con lo scopo di destabilizzare ulteriormente la regione del medio oriente a vantaggio dell’occidente, con finalità assimilabili a quelle assunte dalla creazione dello stato di Israele nel secolo scorso; ed in particolare di colpire la Siria, alleato della Russia, stato nel quale tra l’altro hanno sede oleodotti strategici.

Per quale motivo si è dovuti arrivare a tanto?

Ebbene, è sempre più evidente che l’Evento201, esploso agli albori del nuovo lustro, nonostante i grandi risultati raggiunti, non abbia soddisfatto le aspettative degli “investitori”: una quota del pubblico, inaccettabilmente cospicua ed oltretutto in crescita, non è voluta stare al gioco.
Fallita dunque la “pandemia”, la scelta può essere quella di ammettere la sconfitta e riprovarci la prossima volta (come la già annunciata futura pandemia di SPARS nel 2025 sembra voler indicare), oppure battere il ferro finché è caldo e varare subito una nuova emergenza, totalmente diversa ed ancor più terribile, sfruttando il già preparato contesto storico nell’est Europa.
Occorre però agire in fretta. Essi sanno che il tempo a loro disposizione è ormai agli sgoccioli, sia dal punto di vista umano: manca poco al totale collasso dell’occidente, dovuto ad un sistema economico finanziario suicida; sia dal punto di vista spirituale: il tempo concesso dall’Onnipotente al nemico sta per scadere ed il trionfo del Cuore Immacolato di Maria è più vicino che mai.

Dopo aver condotto il primo grande esperimento: l’introduzione dell’Apartheid nell’Europa del 21° secolo; oggi assistiamo al secondo grande esperimento: proporre una guerra sul nostro continente e nella nostra era, quella di internet, dei social network, dello smartphone, nella quale qualsiasi accadimento abbia luogo, anche il più efferato, ivi è sempre un abbondante pugno di osservatori atti a riprendere il tutto per poi condividerlo. L’era dove l’informazione è tutto, e tutto tramutato in informazione e la realtà non conta più nulla, al punto tale da essere stato il mondo reale a trasferirsi nel virtuale. E questo già da tempo ha facilitato il compito di coloro che dell’informazione sono i “professionisti”.
Spesso si tende a sottovalutare la vastità del potere che tali organi esercitano sulle nostre menti, ma occorre ricordare che, ad esempio, è sufficiente che una notizia non sia pubblicata, divulgata o reiterata oltre una soglia limite, per rendere tale fatto, ufficialmente, mai accaduto.

Non solo. Se ancora avessimo dei dubbi su come siano giunte a funzionare le nostre menti nell’epoca della post verità, a causa del perpetrato subire di tale potere, possiamo offrire un altro esempio:
Supponiamo di essere noi testimoni oculari di un evento memorabile, una grande eruzione vulcanica, che con i suoi maestosi colori caldi ci offrirebbe uno spettacolo indimenticabile… MA… l’informazione ci mostrasse sul grande schermo una lava al cioccolato e dei lapilli costituiti da rosei coniglietti (fenomeni prontamente spiegati dall’apposita “Banda Bassetti 2.0”: il “Comitato geofisica e vulcanologia”), noi tutti, TUTTI NOI, torneremmo alle nostre case con il gran dubbio di aver NOI visto male! Non con la consapevolezza che l’informazione sia platealmente mendace. E’ risaputo infatti che l’Etna sia solito festeggiare in tal modo la Pasqua. “L’hanno anche detto in tv”. Dunque meglio approfittarne e recarci anche noi alle sue pendici per raccogliere un po’ di FONDENTE, prima che il Fantasma Formaggino ed il Lupo Mangiafrutta (pagati da Assad) ce lo portino tutto via!

Non a caso, per tramutare una bugia in verità è sufficiente ripeterla a sfinimento, ci ricorda Noam Chomsky. E quindi ecco giungere a noi le prime testimonianze di guerra dal fronte: scene del videogioco War Thunder, video di esplosioni in Cina del 2015, video di parate militari del 2020, video di veri combattimenti sul suolo ucraino (risalenti agli scontri nel Donbass dopo il 2014), fotografie di edifici distrutti in Siria, video di attori che si insanguinano il volto con trucco cinematografico, servizi ritraenti civili ucraini con fucili di cartone, servizi di giornalisti con casco e giubbotto antiproiettile che riportano di trovarsi in mezzo ai bombardamenti (attorniati da tranquilli civili, turisti e persino nonnine con la spesa), addirittura il famoso video della rottura della scala mobile della metro di Roma del 2018. E molto altro ancora.

Qui si realizzano le parole di William Shakespeare, secondo le quali tutto il mondo è un grande palco scenico e ciascuno è un attore che interpreta il proprio ruolo, per il raggiungimento dell’obiettivo. E nel caso ci chiedessimo come sia possibile che delle campagne mediatiche vili ed ipocrite, da quella dell’11 Settembre a quella sulla narrativa pandemica, non siano ancora crollate nonostante le conclamate inconsistenze siano sempre più evidenti, quivi dobbiamo ricordare la regola principe del teatro: “The show must go on”. Non a caso molti dei personaggi coinvolti in questa vicenda provengono dal mondo dello spettacolo. (link Zelensky e Trump)
Costoro sono tutti d’accordo, sono tutti parte del “World Economic Forum” di Klaus Schwab, padre de “La quarta rivoluzione industriale”.
E tale appartenenza al salotto di Davos non esonera quei personaggi in apparenza catecontici: Trump, Bolsonaro, Xi Jinping e lo stesso Putin. /* (quantomeno fino a qualche giorno fa) */ (link di tutti)

E come la prima guerra mondiale segnò la fine definitiva dell’Ancien Régime, già prostrato da un secolo e mezzo di ribaltamenti e rivoluzioni (la più famosa nel ’48 che tutt’oggi è detto popolare); così questa nuova prima guerra mondiale segnerà la fine definitiva del Welfare state, già prostrato da 15 anni di una crisi economica senza precedenti e 50 anni di una crisi morale anch’essa senza eguali nella storia.
“Le comodità saranno un ricordo del passato” rivelava San Michele Arcangelo a Luz de Maria il 14 Novembre 2021. (link)

Non abbiamo dato peso a Giulietto Chiesa quando questi ci aveva avvertito che i “Padroni Universali” erano coscienti che agli attuali ritmi di consumo, tutte le risorse presenti in questo piccolo pianeta si sarebbero completamente esaurite nei prossimi 30 anni… e che quindi loro si stavano preparando.
Nel 2020 nonostante l’abbattersi della “pandemia” su tutto il globo, ancora non era chiaro ai più in quale modo essi si stessero preparando. Ma sarebbe bastato un solo anno affinché di fronte al fatto concreto: il dilagare di trombosi, miocarditi, paralisi ed ovviamente del “malore improvviso”, punta dell’iceberg di una realtà sommersa ancor più inquietante, il risveglio della coscienza avrebbe confermato il come essi si stessero preparando e che la via scelta da costoro, il “Great Reset”, fosse già in piena preparazione.

A differenza di 100 anni fa l’obiettivo non è più conquistare ed espandersi, come da secoli era solita fare ogni potenza.
Oggi l’obiettivo è annientare il nemico e cancellarne la popolazione, mentre sul fronte interno è essere liberi di innalzare il livello di controllo sulla cittadinanza e di giustificare la riduzione anche drastica del suo tenore di vita, con annessa esplosione della penuria di beni e servizi, in quanto “Siamo in guerra” ovviamente ed i tempi sono duri (ma solo per voi pezzenti).
L’incubo di George Orwell che a passi sempre più grandi diventa la nostra realtà.

Dimostrazione visibile di questo intento è il già attuale e assolutamente immotivato incremento dei prezzi di benzina e gasolio, imputato alle ritorsioni da parte russa la quale avrebbe “chiuso i rubinetti” … se non fosse che dalla Russia giunge sì il gas metano (più del 40%) ma appena il 10% del fabbisogno di tali altri combustibili. “Ma giacchè abbiamo alzato il gas, facciamo che alzare anche la benzina. TANTO CHI VUOI CHE LE SAPPIA ‘STE COSE!”

Non abbiamo voluto ascoltare le dichiarazioni che illustri personaggi come il già citato Klaus Schwab, Bill Gates ed Henry Kissinger hanno pubblicato in libri e conferenze. Dichiarazioni sul loro impegno attivo per il perseguimento della depopolazione del pianeta.
Sono i “Padroni Universali”, non più di 13 famiglie, ad aver dichiarato guerra a tutto il resto del mondo. L’ “Alta specie” ha finalmente avviato la sua “Soluzione Finale alla questione umanità” essendo questa costituita solamente da “useless eaters” come apertamente dichiarato da Milos Iskanderianos, padre dell’ossido di grafene. (link) /* (ed anche da Klaus Schwab) */

In tutto questo non ci siamo dimostrati migliori dei batteri i quali, terminata la fase di crescita logistica, percependo che il terreno di coltura si è nettamente impoverito di nutrienti (ed arricchito di rifiuti), cominciano a sintetizzare i loro metaboliti secondari: gli antibiotici, che saranno direzionati contro i nemici: le altre cellule batteriche. Poco conta il fatto che si tratti della stessa specie ed ancor più dei propri fratelli, cugini, tutti originati poche ore prima dallo stesso antenato.

La generale noncuranza di tematiche ritenute avulse dalla realtà, ci sta rapidamente conducendo ad una situazione di completa distopia quale già oggi ci è offerta dal modello cinese. Un traguardo già annunciato anche da Giovanni Di Bernardo, ex Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia.

Ulteriore dimostrazione del fatto che nuovamente, dietro a questi spaventosi avvenimenti, si celi in realtà un disegno diabolico, è questa:
L’Italia è, in questo momento, l’unico stato al mondo nel quale sono attivi contemporaneamente tre stati di emergenza:
il primo relativo alla pandemia, il secondo relativo alla guerra in Ucraina, ed il terzo relativo alla crisi umanitaria per l’assistenza dei profughi ucraini che giungeranno nel nostro paese.
Sospettoso è il fatto che sia stato attivato il secondo di questi tre stati di emergenza: quello relativo alla guerra. Nessuno dei paesi confinanti con Russia e Ucraina, i primi in linea teorica ad essere colpiti da un ipotetico dilagare del conflitto, si è attivato in tal senso. Noi, distanti 2500km, sì.
E’ un fatto che ricorda fin troppo quel che accadde due anni fa: lo stato di emergenza sanitaria venne attivato per la prima volta il 31 Gennaio 2020, quando in Italia non vi era stato un solo caso di contagio, (i primi focolai di Codogno ed Alzano Lombardo si svilupparono dal 20 Febbraio); e non era per nulla scontato che la malattia, dall’altro capo del mondo, dovesse entrare nel nostro paese. Anzi, “Il rischio di contrarre questo virus è ZERO!” dichiarò persino Burioni.

Ma allora come mai muoversi in tal senso? Qualcuno in alto ha già forse in programma di portare questa guerra in Italia? Forse similmente a come due anni fa aveva già in programma di portare fin qui il virus dalla Cina? CHIEDO PER UN AMICO.

Ecco, prima ancora che la nuova propaganda sia entrata a pieno regime, già il volgo strepita in difesa dell’Ucraina, quindi a sostegno di quel nazismo che fino al giorno prima era stato così vigorosamente (ed anche con non poco animo bimbominkioso) schifato e disprezzato.

Il volgo, già abilmente ammaestrato all’obbedienza del maligno, ad offrire il braccio per l’in(o)culazione due volte l’anno fino al 2029 (link), per ricevere il “Super Gran Premio” fedeltà per il buon cittadino responsabile, ed in tal modo aggiornare i propri, in teoria costituzionalmente garantiti, diritti civili (ma solo per i prossimi 6 mesi), allo stesso modo di come periodicamente si aggiorna la nota Whatsapp per consentirne anche solo il semplice funzionamento. Si badi, l’immagine dell’app non è scelta a caso, coloro che nell’ultimo anno si sono divertiti a giocare con il bluetooth questo lo sanno bene.
E nel tempo, a compiere ogni azione quotidiana esclusivamente con l’ausilio del Gran Premio. Come la “misteriosa” comparsa di lettori qr code ai bancomat, ai benzinai e nei supermercati sta a testimoniare.
E nell’immediato, arrivar quasi a sbranare quei pochi individui riusciti finora a sopravvivere (ALLO STATO) senza alcun premio.
Perchè con il loro numero insignificante sono ovviamente responsabili dell’impennata costante dei contagi.
Una matematica più rivoluzionaria del calcolo differenziale!
La convinzione con la quale fin troppi italiani sono giunti a ripetere a pappagallo ogni sillaba della narrativa di regime, avrebbe dovuto allarmare e non poco.
O forse no?
In fondo sciacquarsi la bocca con paroloni come “Organizzazione Mondiale della Sanità” è una soddisfazione impareggiabile.

Vien dunque da chiedersi quanto rapidamente questo pubblico educato si farà conquistare dalla propaganda in arrivo, facendo risorgere come un orribile zombie lo spirito interventista che la prima volta ci costò 650mila morti e 450mila mutilati. E superati i timori iniziali si unirà allegramente a questa infame “crociata” dell’occidente in difesa delle sue conquiste più remote. A combattere per il “Nuovo Ordine Mondiale”, come già apertamente dichiarato non solo dalla nostra tv nazionale (link) ma dagli stessi “partigiani” ucraini al fronte (link). Una realtà che noi ci ostiniamo a non voler vedere.

Come spiegare ai giovani italici (o meglio, a quei ben pochi la cui materia grigia non è stata corrotta dal Mondo Drogale) quando tra poco riceveranno la letterina, che servire la patria è cosa ben diversa da servire un governo? Specie quando questo è beffardamente costituito da usurpatori, come ampiamente dimostrato dal Generale Antonio Pappalardo. (link) Della patria i veri traditori.

Dare una interpretazione al quadro che va sempre più nitidamente delineandosi, può risultare difficoltoso se non si comprende il totale cambio del paradigma economico:
I popoli sono diventati del tutto superflui, ci ricorda Maurizio Blondet. Ed i “Re della terra” non ricercano più il fine della ricchezza, già immensa, se consideriamo che grazie ad un secolo intero di signoraggio bancario (tenendo conto della sola FED statunitense), il 50% del denaro di tutto il pianeta è oggi posseduto da 8 singoli individui). In tal guisa l’ampliamento del bacino d’utenza, come prevedono i meccanismi di sviluppo capitalista come finora lo abbiamo conosciuto, perde completamente di significato di fronte al nuovo obiettivo.
Non bisogna commettere l’errore di credere che capi di stato o di governo siano allarmati dalle conseguenze nefaste che una crisi economica prima ed una guerra dopo, comportano per il proprio paese. Se si comprende che l’obiettivo è quello di colpire la popolazione, allora si comprende anche come queste siano per costoro ottime notizie. Essi sono infatti tutti concordi nel far sì che le proprie nazioni ed alleati giungano persino a bombardarsi e si distruggano a vicenda, ai fini di eliminare quanto più volgo possibile e ridurre in miseria i sopravvissuti. Da ambo le parti.
Essi lavorano esclusivamente per se stessi e da questa devastazione non possono che trarvi vantaggio.

Bisogna ammetterlo: è necessaria una bravura lodevole per aver convinto il pubblico che la guerra dell’élite contro la popolazione sia solamente l’ennesima guerra fra stati.
Una guerra che non vuole nessuno… ad eccezione degli “Illuminati” oligarchi.

Interessante è immaginare anche cosa potrà accadere dopo questo nuovo conflitto mondiale, facendo ancora una volta un parallelismo con il passato.
La catastrofe di Caporetto mise in luce tutti i peccati mortali della logistica militare italiana. L’inefficienza dell’esercito rifletteva l’inefficienza dell’intera nazione, triste e senza vergogna. Il Generale Luigi Cadorna, comandante in capo, fu il primo a ritrarre, con il suo celebre bollettino, il quadro di una truppa incapace, svogliata e vigliacca “Vilmente ritiratisi senza combattere e ignominiosamente arresisi al nemico.” Ottone Rosai, all’epoca ufficiale, aveva già scritto che per mettere in riga questa compagine molle e maldisposta, quale era nel suo caso la Brigata Tortona, “L’olio di ricino e il bastone han trovato lavoro.” In seguito alla sconfitta, un anonimo soldato italiano prigioniero a Mauthausen, in una lettera avrebbe scritto: “E’ doloroso, ma purtroppo noi siamo un popolo che abbiamo (sic) bisogno di 50 anni di bastone.”
Questi erano i sentimenti che già all’epoca serpeggiavano. Il trauma di tale sconfitta (40mila morti e feriti, 300mila prigionieri, 350mila sbandati e mezzo milione di profughi) fece nascere il desiderio fortissimo di porre fine a questa ignobile marcescenza di spirito, ancora oggi così radicata nella nostra cultura. Non è difficile immaginare come esso fu il propellente che 5 anni dopo avrebbe condotto il paese alla Marcia su Roma.

Come allora Caporetto aprì le porte alla salita della dittatura fascista; oggi, nel nostro mondo così moderno e globalizzato, una nuova Caporetto dell’occidente potrebbe spalancare finalmente la via all’avvento della dittatura globale dell’Anticristo.
/ * che con l’olio di ricino e il bastone ci darà finalmente una bella lezione e metterà in riga tutti questi furbetti non premiati! / Evento non annunciato direttamente dai grandi del mondo, e tuttavia da questi suggerito, insieme a molti personaggi del mondo dello spettacolo, con riferimenti satanici sempre più espliciti e numerosi. (link Biden e Macron) (link di Fiorello, Emma Marrone, Virginia Raffaele) (link del 666 nella pubblicità spagnola del vaccino) In effetti, visti i segni dei tempi, sembra davvero non mancare molto alla venuta di questo grande castigo. Ad oggi nel nostro paese possiamo vantare: Gli spettacoli satanici del festival di San Remo e dell’inaugurazione del San Gottardo; La “Abbazia di Thelema” a Cefalù; / l’abitazione del satanista Aleister Crowley / La statua di Lucifero a Torino; La statua di Moloch nel Colosseo di Roma; La Porta dell’Inferno di Rodin al Palazzo del Quirinale; E soprattutto, la statua e l’albero di Pachamama intronizzati nientemeno che nel cuore del Vaticano.

Se veramente il potere sarà in grado di trascinarci in quello che sarà ricordato (da quei 4 gatti che forse sopravvivranno) come il più grande massacro di tutta la storia umana, questa sarà la dimostrazione di come il ciclo di lavaggio del cervello collettivo sia giunto al punto di non ritorno, come già l’esito delle campagne gender, gretina e pandemica hanno scandalosamente anticipato.

Cosa vogliamo ancora aspettare, prima di prendere finalmente una posizione? Che il nemico demoniaco rompa ogni indugio e decida di finirla con la farsa ucraina e dia inizio al bagno di sangue planetario? Questa volta cambiare alleanza all’ultimo momento, non ci scamperà dall’Apocalisse, che ci attende. Se così faremo, non stupiamoci quando terminato l’impatto finale tra i due blocchi, i blocchi stessi si frammenteranno ed ogni nazione aggredirà ogni altra per la poca acqua ed aria rimaste. Ed infine quando anche le nazioni saranno collassate, ogni singolo sopravvissuto dovrà scannarsi col proprio vicino per l’ultima fetta di pane rimasta sulla terra.

https://www.youtube.com/watch?v=5NsrwH9I9vE
https://www.databaseitalia.it/henry-makow-quanto-tempo-vivranno-i-vaccinati/
https://go.byoblu.com/AntonioPappalardo
https://www.youtube.com/watch?v=DPoHzmpDjPc
https://www.youtube.com/watch?v=cV59kAaQvgA
https://www.youtube.com/watch?v=_JtZ1e78ITE
https://www.ansa.it/sanremo_2021/notizie/2021/03/05/sanremo-2021-la-quarta-serata-amadeus-fiorello-barbara-palombelli-mahmood_fc950647-0495-4d9b-98ce-3971941cdfdc.html
https://www.youtube.com/watch?v=WwKjyuNww0E&t=22s
https://www.dailymotion.com/video/x7q5lm8

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