Fin che la barca va…

Era il 2009, e una sera, parlando con un amico, gli esposi tutte le mie perplessità circa il neofondato partito dei Babbioni a Cinque Stelle. Non ricordo bene le parole esatte che dissi, ma mi sembrava strano che un “movimento” che non volesse avere nulla a che fare con la politica “canonica” (intesa in senso stretto come mero attaccamento alla poltrona ed ai giochi di potere) pretendesse di arrogarsi il ruolo di riformatore di uno Stato come l’Italia, composto da circa sessanta milioni di teste (in buona parte) pensanti, di cui circa quaranta, elettore più, elettore meno, votanti. Un partito nuovo (non prendiamoci in giro nascondendoci dietro al proverbiale “dito” rappresentato dalla parola “movimento”), con idee tanto rivoluzionarie e trasversali da riuscire a far proseliti un po’ qua e un po’ là, che attingeva però buona parte del suo pensiero deforme nel catino di liquami proprio della sinistra più radicale ed intransigente. Non capivo come molti miei coetanei, all’epoca ero poco meno che trentenne, potessero rispecchiarsi in un modus operandi tanto sciatto e qualunquista. Al grido di “chiunque può diventare ciò che vuole” (concetto che va contro il senso stesso di “specializzazione”, cioè la dedizione massima che un individuo può volgere ad una stretta fascia del Sapere), veniva propinata l’idea che qualunque Signor Nessuno potesse diventare un esimio Signor Qualcuno, ovviamente riferendosi esclusivamente, o quasi, a quelle cariche meglio pagate e di maggior prestigio. Beh, è chiaro che, potendo scegliere, nessuno vorrebbe finire a lavorare in una fonderia se, come contraltare, gli fosse concessa una sedia di velluto in Parlamento. E così, facendo leva su questo dolorosissimo pensiero qualunquista, molti hanno pensato bene che fossero loro, si proprio loro, quelli che avrebbero potuto risanare l’Italietta derivata da Mani Pulite e, da troppo tempo ormai, in mano al “Silvion dimonio con occhi di bragia”: per anni unico e solo nemico giurato dei sinistri sinistroidi sinistrati, forse troppo invidiosi del fatto che i loro yatch non fossero all’altezza di quelli del nuovo Sire d’Italia. E così il buon Beppe e i suoi hanno avuto gioco fin troppo facile a screditare definitivamente un vecchiarello dalla morale ballerina, forse fin troppo legato alle sue aziende ed alle sottane delle sue molte amichette, per dirsi inattaccabile. Così, dopo aver disarcionato il Cavaliere, molti araldi si son succeduti al suo posto: dal macilento Mortadellone di Bologna, al grande Statista – Monti, ndr -, passando per il magico trittico Letta-Renzi-Gentiloni. Ed infine, squilli di tromba, dopo qualche anno di paziente attesa son riusciti a far approdare al timone del nostro povero Paese quello che si può considerare come il massimo traguardo ottenuto dai Pentaneuronati: il governucolo Conte, flagello 1&2; chiedo venia, intendevo mandato, non flagello. Mandato, credo sia colpa del correttore automatico; anche se molti Italiani ce lo avrebbero volentieri “mandato” nel corso dei penosi mesi del suo delirante regno dei DPCM (Decreti Per Cerebrolesi Militanti). E poi è giunto il Lord Voldemort della Politica Italiana, il Sommo Draghi, signori miei, che piacere anche solo pronunciare questo nome, solo il suono ispira fiducia ed infonde in ognuno di noi un soffio di pace (eterna, se continueremo di questo passo); ma sul buon Mario non vorrei per ora soffermarmi troppo, tanto “ai postumi l’ardua sentenza”: vedremo dopo questa sbronza di europeismo spiccio chi avrà ancora il coraggio, e la forza, di risollevare la testa.

Ma facciamo un passettino indietro, eravamo al 2009, e Beppe stava per riformare la politica con l’orda di personaggi più scalcagnata che la Storia abbia mai avuto la disgrazia di accogliere tra le sue fila. In breve tempo, cioè, politicamente parlando, in pochi anni, sono riusciti a mettersi a capo di città come Roma e Torino, depauperandone le casse e sgretolandone profondamente la credibilità, peraltro già minata da chi li aveva preceduti; sia ben chiaro: i loro predecessori non erano certo stinchi di santo, ma almeno ogni tanto qualcosa di accettabilmente non esecrabile riuscivano a metterlo in campo.

Torino ha perso il salone dell’ Auto, tanto per dirne una, cosa quantomeno assurda visto che la Fiat è stata il motore che ha spinto l’Italia nel Secondo dopoguerra e che avrebbe dovuto garantire alla città piemontese per lo meno il diritto di conservarne la paternità; e Roma si è ben presto trovata nella condizione di rimpiangere un Alemanno che tutto era fuorché un cherubino.

Poi, allargando il loro raggio d’azione in altre regioni, sempre guidati dal motto “Io posso essere chi voglio”, personaggini del calibro di Gigettino, hanno picconato pilastri della nostra economia come l’Ilva, e si sono presi gioco del Sud Italia con quello che hanno chiamato “reddito di cittadinanza”, che ha percepito chiunque, tranne chi ne avesse realmente bisogno.

Ma, dite un po’, tutta questa foga riformatrice, tutta questa folle corsa volta a voler buttar giù dalle loro postazioni i “vecchi” della Politica, non vi ricorda qualcosa di molto più sinistro, tipo, che so, qualcosa legato al Ventennio, o alle croci uncinate nate nelle fumose birrerie della Baviera?

Mi sembra proprio che i paralleli si sprechino: partendo dalla denigrazione sistematica di ogni tipo di opposizione alle loro idee i Beoti Pentasellati si sono autoeletti a nuova elite politica, giovane, forte, riformatrice, indissolubilmente legata a doppio filo al giudizio populistico della “rete”, salvo poi rimanerne loro stessi intrappolati in quella stessa “rete” dove sono caduti uno dopo l’altro; dimostrandosi talmente attaccati alle loro posizioni da far concorrenza ai “vecchi” che si erano riproposti di scacciare. Erano partiti come Cristo che scaccia i mercanti dal tempio, e si sono ritrovati loro stessi a montare le bancarelle.

D’altronde se si elegge a sommo mentore uno che, nel 1992, partecipò alla svendita dell’Italia orchestrata a bordo del lussuoso panfilo della regina Betty, il Royal Yacht “Britannia”, non ci si dovrebbe proprio stupire di come, in effetti, tutto si sia – e si stia – svolgendo secondo i piani dell’elite oligarchica che ormai dirige questo povero Mondo.

Guardatevi intorno: ormai viviamo in un pozzo nero di centri cittadini svuotati di persone e negozi, tutte le attività commerciali si sono spostate in giganteschi agglomerati stipati appena al di fuori dei confini urbani; i piccoli artigiani soccombono di fronte alle grandi catene e i mestieri di una volta sono soppiantati dagli immancabili marchi di frachising che ormai ci offrono lo stesso (tipo di) servizio ad un prezzo irrisorio, ma al netto di una qualità tanto miserevole da far accapponare la pelle.

Sarò cretino, ma mi sembra che si tratti sempre della stessa minestra riscaldata: sempre e solo un’espressione di quel qualunquismo con cui i nostri Sommi Oligarchi ci forniscono cibo, guida spirituale, benessere e gioco d’azzardo (mai viste così tante sale slot come negli ultimi tempi).

Quanto sono buoni, e magnanimi! Catene di ristoranti cino-giappo-thai-coreani (tutte gestite da cinesi) ci forniscono menu da sballo a prezzi stracciati e calmierati; stuoli di venditori di tecnologia ci bombardano con spot dove assicurano che da loro potremo trovare televisori HD, Ultra HD e Mega HHD (nonostante in televisione ormai lo standard sia il Grande Fratello, o uno dei molti talent show che sfornano artisti teenager a raffica che vengono dimenticati con cadenza stagionale); armate di venditori di cibi/accessori per animali ci propinano accessori e pappette per i nostri amici a quattro zampe che sembrano uscite dai migliori ristoranti gourmet (antropizzando sempre di più le bestie e bestializzando sempre di più l’Essere Umano); ma come faremmo senza di loro?

Come facevano i nostri nonni, sessant’anni fa quando non c’era nulla (o almeno molto poco) di tutto ciò? Certo i prezzi magari erano leggermente più alti, forse si andava al ristorante una sola volta al mese (se non addirittura una ogni due, tre mesi, o limitandosi alle sole occasioni formali) al posto di sei, c’era un solo televisore in casa al posto di quattro, e non ci si ammazzava di invidia se il vicino aveva comprato una macchina dotata di motore-arcobaleno, alimentato ad amore e poesia.

Era una vita più semplice, certo, più dura, che lasciava meno spazio all’ozio e che portava la gente ad essere meno attaccata a cose che di importanza ne hanno ben ben poca.

Tra qualche anno, quando saranno spariti tutti i calzolai (soppiantati da scarpe usa e getta che durano meno di una stagione), o quando le opzioni per andare a cena fuori saranno talmente tante da obbligarci a sprecare sei ore per decidere in quale delle mega-catene recarci, forse rimpiangeremo questi tempi dove tutto era ancora “salvabile”, o forse avremo il cervello talmente “lavato” da questi meravigliosi vaccini che ci stanno iniettando (zuppi di nanotecnologie attivabili tramite le reti 5,6,7,8…178G) da non sapere nemmeno cosa significhi la parola “scelta”.

In fin dei conti il progetto del Grande Reset parte proprio da questo, dall’idea di qualunquismo traghettata fino a noi dai Pentaneuronati e da molti altri come loro, piazzati strategicamente in ruoli chiave da chi tenta di confondere le acque; da chi, in fondo, ha come unico scopo quello di non farci più uscire di casa e costringerci ad ordinare tutto tramite il telefonino.

Stai a casa, non produrre inquinamento, la CO2 ucciderà il BrucoTarlo del Borneo, e sarà colpa tua e del tuo maledetto motore Diesel; compra elettrico (chi se ne frega se l’usato non ha mercato e smaltire le batterie è peggio che aprire una centrale termonucleare nel tuo giardino), vivi ECO, mangia Green, crepa sostenibile; non tentare nemmeno di provare a documentarti sui dati reali della trecentesima pandemia che stiamo per farti digerire! In fondo ci sono tutti quei neri trasportati appositamente dall’Africa che possono fare le consegne per te, che possono portarti a casa Cibo&Criminalità, proprio come Lei vuole!, Signor… Signor?

Ah già, le abbiamo talmente bollito il cervello che non ricorda nemmeno più come si chiama, ma non si preoccupi, la panacea è comprare l’ennesimo smartphone con quindici fotocamere, o gettarsi a capofitto nella visione dell’ennesima serie di quart’ordine che abbiamo appena caricato sulle nostre piattaforme di streaming!

Che belli erano i tempi in cui esisteva la pirateria digitale, dove i ragazzini masterizzavano i cd e si scambiavano musica come se si trattasse di reliquie! C’era ancora una parvenza di ragionevolezza, che ti portava a pensare che forse trenta euro per quindici canzoni non fossero una cosa tanto etica, soprattutto se si considera il declino della qualità delle produzioni musicali dagli anni 80 ad oggi.

E non parlo solo di qualità audio, no, quella ha raggiunto livelli incredibili, d’altronde oggigiorno qualunque rimbecillito può registrare a livello di uno studio professionale; parlo proprio della qualità della musica, ridotta a poco più che spazzatura e intrisa esclusivamente di dileggio fine a sè stesso e sensazionalimo da talent show.

Ma sono io che sono sorpassato, e vedo solo il marcio delle cose. Per me i film sono sempre più senza senso, affidati solo ad una sequenza infinita di effetti speciali, che devono supplire a trame inesistenti, e i pochi validi che rimangono spariscono nelle nebbie delle paludi affollate di supereroi di questa o di quella casa di fumetti americana. L’uomo Ragno ormai si è impiccato, e Superman si è dato all’eroina dopo che ha dovuto assistere, impotente, al tremillesimo sequel (perfettamente evitabile) della sua saga.

Siamo indottrinati, rimbambiti, convinti ormai che non ci sia più un Dio a cui dover rispondere, certi ormai che il Peccato sia solo una parola: scomoda certo, ma totalmente aggirabile dall’uomo che si è fatto Dio, e che si è arrogato il diritto di diventare Dio, dopo che i filosofi, il consumismo, la globalizzazione e l’ateismo hanno nuovamente inchiodato alla Croce i Valori che Gesù ha ridonato all’umanità, riscattando con la Sua stessa vita gli errori di un uomo come Adamo.

Il suo Sacrificio è stato un nuovo patto di alleanza tra noi, poveri uomini mortali, e Dio, Uno e Trino, che, donandoci Suo figlio, e domandandogli di esporsi volontariamente al Sommo Sacrificio per redimere l’umanità peccatrice, ha fatto in modo di rinfrancare quella fonte di purezza che, nei Suoi disegni, avrebbe dovuto essere la nostra anima. Questa società non è altro che uno dei personaggi rappresentati da Dostoevskij nei Fratelli Karamazov: Kirillov, che tramite il suo suicidio vuol dimostrare che: “…io voglio l’affermazione più alta e ucciderò me stesso. Sento di dover proclamare l’assenza della fede. Per me non c’è idea più alta di quella che Dio non c’è… Capire che non c’è Dio, e non capire nello stesso momento che sei diventato tu stesso Dio, è una assurdità”.

Se Dio non esiste tutto è lecito: è lecito farci mascherare come dei novelli Hannibal Lecter, affamati non di carne umana, ma di Verità; è lecito vaccinarci come bestie che sono pronte per il macello, e che sono viste solo come un gigantesco esperimento “filantropico-nazista-billgatesiano”; è lecito sopprimere il nostro inalienabile diritto alla libertà di spostamento.

Ma non basta, diventa lecito anche confondere le idee alla gente con questa nuova mania della tolleranza universale: la crociata Gender e LGBT ci IMPONE di dover rispettare le loro idee, bollando come criminosi gli intenti di chi prova a dire che l’Uomo è nato Uomo e da donna è nata Donna, e per volere di Dio non si dovrebbe mischiar geni in una provetta come se si trattasse del Piccolo Chimico. Tutto è lecito, ripeto, tutto è concesso, tutto è portato all’eccesso e i valori devono per forza esser ribaltati per esser “friendly”. La Chiesa (poveri noi) apre a tutto ciò di fronte a cui è sempre inorridita, e contro cui si è sempre schierata; gli omuncoli si mettono in testa di potersi ricreare da sè, la religione di Dio è soppiantata dalla religion-morale che esclude totalmente l’intervento divino in noi, e che si basa solo sull’onestà e sulla rettitudine.

Ma questa religione morale non basta; non basta agli occhi di Dio che ci vuole sì retti ed onesti, ma ci vuole Santi in Gesù Cristo e come Gesù Cristo, a Suo modello, lui che è stato Modello perfetto di santità e che ha dato la sua Perfetta vita per noi, per renderci di nuovo Fratelli con lui sulla Terra, e suoi coeredi nel Cielo. L’uomo è diventato tanto stolto da non essersi reso conto di come negli ultimi cento anni (circa) la Madonna si sia più volte prodigata per riportare l’attenzione di ognuno dei Suoi figli sulla preghiera, sull’amore verso il Tabernacolo, e sulla necessità di cambiare decisamente la nostra condotta di vita. Ci siamo affossati sempre di più con le nostre mani, ci siamo piegati al progetto sionista di chi sta promulgando da duemila anni l’idea che Cristo non sia il Salvatore.

Abbiamo creduto, e stiamo credendo sempre più ciecamente a chi ci ha convinto che sia necessaria un’unificazione delle fedi nel Mondo, senza capire che l’Unica Vera Fede è quella dell’Amore di Dio, espressa tramite il Cattolicesimo. E nulla più.

Sotto la bandiera dell'”integrazione” e della “tolleranza” abbiamo accolto gentaglia di ogni risma, che sta destabilizzando il tessuto sociale dell’Europa Cattolica; abbiamo aperto le porte all’idea che “uniti è meglio”; peccato che non si sia tenuto conto di come, così facendo, siano state calpestate con noncuranza le varie identità nazionali, svilendo le molte, meravigliose tradizioni che formavano le nostre radici religiose (conquistate tramite il sacrificio di migliaia di uomini giusti che le hanno difese attraverso i secoli anche a costo della loro vita, con il fine per far progredire l’evoluzione Umana sulla strada indicataci dal Cristo in Croce).

Ci siamo crogiolati nella molle ed infruttuosa idea che il Clima sia il vero problema da risolvere, senza tener conto che è il Peccato a causare la deformità delle coscienze che alterano l’Ecosistema; abbiamo lasciato che l’Oligarchia massonica e satanica che sorregge i potenti degradasse il Cristianesimo, riducendolo a poco più che una favoletta macabra e dai contorni incerti, abbiamo lasciato che le carte del mazzo fossero scompaginate da un mazziere solo in apparenza inesperto, ma che, in realtà, aveva ben chiaro cosa volesse ottenere: screditare le Sacre Scritture è stato il primo passo, seguito, a breve distanza, dalla formazione di una struttura ecumenica globalizzatrice, protetta dai portatori di caschi azzurrognoli (come il gas metano che brucia innalzandosi dal calderone infernale da cui traggono il potere), e dai banchieri dal naso aquilino e l’accento neyorkese che da sempre ne sostengono l’incontrovertibile necessità.

La creazione di un vangelo sociale, intriso del peggior misticismo avulso dalla fede, respinge infine in toto il concetto di divinità e persino di storicità del Cristo, concetti ovviamente ormai non essenziali alla fede, e suggerisce invece, al posto dell’evangelizzazione cristiana, una sorta di “buona novella sociale” dedita al lavoro agricolo, educativo, medico e sanitario; in poche parole un qualcosa che è poco più che la peggior visione di un marxismo ancor più distorto e volutamente mal reinterpretato.

E la caduta dell’uomo, il suo scivolare nel precipizio della perdizione, diviene così qualcosa di sempre più remoto ed irreale, sempre più figlio di quel concetto abominevole della necessaria inconsistenza di un Dio Amorevole, ma Giusto e Giudice Supremo delle nostre azioni.

Il mondo, laico ed illuminato, sembra aver definitivamente soppiantato la Chiesa di Dio, talmente confusa, disgregata e mal condotta da esser incapace di reagire, pronta ad essere unificata sotto la bandiera di un folle modernismo ecumenico che vorrebbe raccogliere sotto il suo manto tutte le religioni e le credenze; poco importa se tutte (tranne una – quella Cristiana Cattolica -, ovviamente, perché anche l’Ebraismo moderno, con il suo ostinato ed incomprensibile rifiuto di riconoscere in Cristo il Salvatore, si è rivelata per quello che è: una fredda raccolta di norme e decreti che ben poco ha a che vedere con la Legge di Mosè e di Abramo) sono diretta emanazione dell’antagonista e hanno come unico fine la distruzione dell’Uomo.

E pensare che io nel 2009 ero solo preoccupato che il giullare di corte stesse per portare scompiglio nella politica italiana con la sua cricca di “dimaioqualunque”; invece il piano era assai meglio orchestrato, e i giocatori erano a livelli ben più alti di quelli che potevo immaginare allora. Erano gli stessi che, fin dagli Anni ’40, ci hanno bombardato con l’ossessiva colpevolizzazione scaricata su ogni Cristiano per quanto accaduto durante l’Olocausto (non sto negando che sia avvenuto, sia ben chiaro, ma è solo uno, purtroppo, dei molti olocausti del Novecento; secondo per vittime ai gulag staliniani e che sarà ben presto raggiunto anche da quelli cinesi; ma che non si capisce come mai siano ritenuti di secondaria importanza rispetto a quello “originale-ebraico”), Olocausto che, per inciso, è stato portato avanti da uno “squattrinato” austriaco nipote illegittimo di un Rothschild di Vienna (magicamente salito alla ribalta della storia pur non avendo fondi per rimettere i piedi un Paese messo in ginocchio dalla disastrosa sconfitta della Prima Guerra Mondiale).

Ormai però anche le facce da poker più incallite stanno gettando la maschera, non sanno più come destreggiarsi in qualcosa che sta loro sfuggendo di mano: l’alzheimeriano Joe cade come un idiota sulle scale rosse del suo Jet Presidenziale, impietosamente ripreso dalle telecamere e ritrasmesso in tutto il mondo; la sua multietnica – e socialmente idonea – vice freme per prenderne il posto (anche perché lasciare i codici dei missili nucleari ad un personaggio del genere è rischioso anche per “loro”); Putin, che sa bene con che razza di mentecatti ha a che fare, si sta stancando di esser stuzzicato come se non avesse il potere di addormentare mezzo mondo a suon di atomiche (e a mio avviso non ha tutti i torti), e la Cina spinge per diventare la Nuova America, anche se non riesce a mollare quel “pensiero stupendo” di sterminio dei deboli e degli oppositori del regime che l’omino con la croce uncinata le ha suggerito anni orsono.

E l’Europa? Beh, apre le porte e i porti ai “nigga” (perché chiamarli “bestie involute, rimaste attardate di sette secoli sulla tabella di marcia evolutiva, schiavi di usanze tribali e possessori di un rispetto per le donne pari a zero” sembra brutto), ce li trasporta in seno, come arricchimento per le nostre radici Cristiane, loro che sono musulmani e delle nostre radici se ne – scusate il termine – fottono deliberatamente. E (sempre l’Europa) si getta a capofitto tra le braccia della Massoneria, che vuole semplicemente sterminarci perché siamo troppi, insetti inutili ai suoi scopi e trangugiatori di risorse che spetterebbero solo a lei e ai suoi adepti; esseri di poco conto, decisamente scomodi, e ampiamente sacrificabili per il Bene Comune (il suo e quello dei suoi adepti).

Nostra cara, vecchia, civilizzata Europa, un tempo faro dell’Occidente, ma che diamine stai facendo? L’Euro è chiaramente stato un fallimento sotto ogni punto di vista, le Nazioni Unite sono una buffonata di livello planetario, le frontiere aperte una delle più grosse idiozie mai sentite.

Ma va tutto bene così, tanto l’importante è accogliere, indiscriminatamente, tutto e tutti; anzi, più son dannosi più ci piacciono.

Così dopo quel 4 Ottobre del 2009, quando Beppe ha dato vita ai Beoti a Cinque Stelle (guarda caso proprio nel giorno in cui si ricorda San Francesco, Patrono d’Italia) la Storia non ha fatto altro che continuare a seguire quel corso già da tempo delineato, a seguire quelle direttive di disfacimento culturale già abbondantemente descritte e teorizzate nei primi anni del Novecento; e ora, dulcis in fundo, ci ritroviamo ad esser governati (dominati e ridicolizzati) dall’ennesimo servo della Massoneria, il caro Voldemort Italico, il nostro salvatore della Patria, il buon Marietto.

Che Dio abbia pietà di noi.

Per approfondire:

http://lascuredielia.blogspot.com/

https://sebirblu.blogspot.com/2018/05/ecco-il-piano-diabolico-per-unificare.html

https://sebirblu.blogspot.com/2018/09/dei-3-arrivi-divini-parusie-il-2-e-alle.html

https://www.marcotosatti.com/2021/03/24/le-lunghe-mani-di-joe-il-sonnolento-e-il-rischio-di-un-confronto-militare-mondiale/

2 pensieri riguardo “Fin che la barca va…

  1. La fede in Cristo, tanto irrisa in questo momento, è davvero l’unica àncora di salvezza. Chi crede in Lui non teme, non ha paura del mondo, ha già la certezza della Sua signorile vittoria sul male e sul maligno. Anche se tutto intorno la morte si propaga, il fedele è nella pace, sapendo di essere custodito e protetto.
    “Dio aveva altri progetti”. Siamo nelle sue mani.

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